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Borse mondiali minacciate da rischio guerra ed elezioni in Europa

Quello attuale per le borse mondiali continua ad essere uno dei momenti migliori degli ultimi anni. Come al solito quando i mercati finanziari presentano una tendenza rialzista è Wall Street ad essere la piazza guida nello spingere poi le altre nella stessa direzione. Con il Dow Jones, con il Nasdaq e con l’S&P 500 stabilmente nei dintorni dei livelli migliori di sempre, recentemente molti titoli guida, a partire da quelli tecnologici, hanno fatto registrare nuovi massimi storici a partire dalla quotazione delle azioni Apple che, considerando la capitalizzazione di mercato, giornalmente incide sull’andamento del Dow Jones, del Nasdaq e del Nasdaq 100. Per chi fa trading online, dalle azioni agli indici azionari, e passando anche per strumenti derivati come le opzioni binarie e i Contratti per Differenza (CFD), gli ultimi mesi sono stati ricchi di soddisfazioni se la scelta è stata quella di aprire in prevalenza posizioni long, ovverosia in acquisto. Un’ampia sezione ascendente per le Borse, in particolare, è partita con l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti. I detrattori del tycoon newyorkese avevano predetto il crollo generalizzato delle borse mondiali con la sua elezione, ma in realtà l’effetto è stato contrario sebbene ci siano dei rischi e degli effetti collaterali che i mercati, in ogni caso, stanno tenendo in debita considerazione.

USA-Corea del Nord, mercati finanziari sempre in allerta

Nel dettaglio, una delle minacce per le Borse è rappresentata dalle tensioni geopolitiche in Asia Orientale dove la Repubblica Popolare Democratica di Corea guidata da Kim Jong-un non è per nulla disposta a scendere a patti con la comunità internazionale in merito al suo programma di espansione nucleare con fini bellici. Kim Jong-un, dopo il lancio di missili ed esperimenti nucleari che hanno anche causato forti terremoti, si trova sempre più isolato e sempre più messo alle strette dalle sanzioni economiche, ma il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump mantiene tutte le opzioni in gioco, anche quella di un intervento militare che destabilizzerebbe tutta l’area a partire dalla Corea del Sud e passando per il Giappone. Sebbene abbiano reagito bene, inoltre, le Borse mondiali hanno recentemente dovuto assimilare le agghiaccianti intenzioni della Corea del Nord che non esclude, nel caso in cui dovesse sentirsi ancor di più minacciata, di far esplodere una bomba atomica nel Pacifico. Sebbene sembri improbabile che Kim Jong-un lanci un missile contro gli Stati Uniti, in quanto in tal caso la reazione americana sarebbe letale per la Nord Corea, il clima di tensione sta portando comunque le Borse a rimanere prudenti sebbene alcuni settori azionari, come quello della difesa e dell’aerospazio, stiano traendo beneficio proprio da queste schermaglie con un apprezzamento generalizzato delle quotazioni. Maggiore volatilità, invece, registrano attualmente a Wall Street i titoli tecnologici e quelli del comparto bancario e finanziario anche se per motivi diversi. Sull’hi-tech, infatti, il mercato al momento attende il responso ed gradimento dei consumatori in merito ai nuovi prodotti lanciati dalla Apple, mentre il comparto finanziario e bancario risente dei rischi di un aumento dei tassi di interesse, da parte della Federal Reserve, oltre il livello che è attualmente previsto dagli economisti.

Borse vigili su instabilità politica e populismi in Europa

Un altro market mover importante per l’andamento delle Borse è inoltre rappresentato dalle tensioni politiche e dall’ascesa dei consensi per i partiti cosiddetti populisti, ed anche per quelli di estrema destra. La conferma in merito è arrivata dalle recenti elezioni in Germania dove la Merkel ha vinto conquistando il suo quarto mandato, ma con numeri ridimensionati rispetto al mandato precedente. Chi ha esultato davvero è stato invece l’Afd, partito tedesco di ultradestra che potrebbe letteralmente sconvolgere il Bundestag. Dopo la Germania, le prossime elezioni politiche di rilievo in Europa si terranno proprio in Italia, ovverosia in un Paese dove gli investitori stranieri preferiscono di norma acquistare azioni e titoli di Stato in un clima ed in un regime di stabilità politico-istituzionale. Ad oggi, stando ai sondaggi, nessun partito italiano da solo sarebbe in grado di governare al netto peraltro delle incertezze legate ad un accordo tra le forze politiche sulla nuova legge elettorale. Le Politiche 2018 in Italia, pur tuttavia, non rappresentano uno spauracchio per le Borse europee, ma al più per Piazza Affari e soprattutto per l’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. E questo anche perché il quantitative easing che da tempo ha adottato la  Banca centrale europea prima o poi dovrà essere archiviato per lasciare il posto ad un sistema bancario e finanziario in grado di reggersi sulle proprie gambe. Un aumento dello spread BTp-Bund, in particolare, potrebbe portare l’Italia ad una maggiore spesa per interessi sul debito con la conseguenza che il Governo che verrà poi avrebbe margini di manovra ancora più ristretti per garantire la solidità, la stabilità e la sostenibilità dei conti pubblici.

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