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Più norme restrittive, ma non per il gioco lecito… per quello illecito

Il gioco illecito perdura nelle sue attività, non demorde e continua ad essere presente sul territorio nonostante le Forze di Polizia continuino imperterrite nel loro lavoro di monitoraggio e di rilevazione. Questo tema viene riportato anche sulla guida casino online che effettua indagini sullo svolgimento del gioco in Italia. Tante sanzioni sono state elevate, ben 6.400 verbali durante tutto l’anno 2016 con un numero di 255 indagini concluse. Lavoro certamente improbo che, però, “non tocca il mondo illegale”, dà soltanto la percezione dei fenomeni illeciti presenti, ma che non offre la sensazione che questi fenomeni possano essere stroncati. Come se l’illegalità “avesse sette vite come i gatti” e che possa risorgere dalle ceneri e ricrearsi in un’altra attività, sempre naturalmente illegale.

Questo quadro non può essere positivo per il mercato del gioco, perché dà esattamente la sensazione che qualunque strategia le Forze dell’Ordine possano mettere in campo, l’illegalità possa essere sempre un passo avanti e possa “uscire dalla porta, ma rientrare dalla finestra”, per così dire: ed è alquanto deprimente riconoscere di avere poche armi lecite per poter fermare tutto questo. Mentre, ormai è a conoscenza dei più, norme sempre più restrittive possono osteggiare il gioco lecito e le sue relative attività. Sembra una incongruenza questo discorso, ma è la realtà: esistono più norme ostative per la legalità piuttosto… che il contrario e ciò dovrebbe fare riflettere sul nostro ordinamento.

Ogni giorno, o quasi, si viene a conoscenza di sequestri e denunce a carico di esercizi abusivi ed illegali che propongono giochi e scommesse non autorizzate, oppure che gestiscono apparecchiature di gioco illegali: si sa che il gioco d’azzardo è un settore “prediletto” dalla criminalità organizzata che vi investe con spregiudicatezza ed anche in modo importante. Oltre al gioco, la criminalità ha anche in mano ciò che vi gravita attorno come l’usura ed il compro oro che stanno diventando quasi di proprietà del malaffare.

É di pochi giorni fa la notizia del Servizio Operativo della Direzione Anticrimine sull’operazione “Reset” ed anche sull’altra operazione “Ndrangames” della Procura di Potenza che ha portato alla luce un sistema protetto da una rete sofisticatissima di server stranieri con un meccanismo di accesso ai casino online realizzato da hackers italiani ed europei di livello e qualità altissimi: stima del guadagno annuo circa 590 milioni di euro! In contrapposizione a queste operazioni così eclatanti, però, si trovano numerosissime notizie di dissequestri ed assoluzioni per il reato di raccolta abusiva di giochi e scommesse.

Uno scenario che manderebbe in crisi chiunque, ma non le nostre Forze di Polizia che continuano imperterrite nel loro compito di mettere al sicuro l’italico territorio: la raccolta abusiva viene punita dall’art.4 della legge n.401/89, norma che si imbattte in un orientamento prevalente e pressocchè univoco della giurisprudenza che la “disapplica” per contrasto con i principi europei. Si dovrebbero, quindi, approntare misure atte a rendere “meno interessante e remunerativa” l’attività di raccolta di giochi in violazione della vigente normativa per contrastare e prevenire, sopratutto, l’infiltrazione della criminalità.
Invece, si pensa forse di più a penalizzare il gioco lecito piuttosto che ad intraprendere iniziative per “fermare” quello illegale. Ma questo è il nostro Paese, purtroppo, oppure questo è il trattamento che si mette sul campo per il mondo del gioco lecito, gioco “riserva di Stato” e che lo stesso dovrebbe proteggere: questi messaggi, però, non arrivano a chi dovrebbe studiare e pensare a rendere il territorio “più pulito, più sicuro, più trasparente, più legale”. Perché?

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