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Il lavoro si orienta sempre più verso la digitalizzazione

La sempre più spiccata digitalizzazione dei processi sta trasformando il mercato del lavoro: stiamo dicendo addio alle catene di montaggio, le aziende sono sempre più automatizzate, la vecchia immagine dell’operaio senza istruzione che passa le giornate lavorative a svolgere sempre le stesse attività ripetitive in maniera anche impeccabile ma meccanica, sempre gli stessi bulloni da avvitare, gli stessi particolari da assemblare, è un ricordo già quasi sbiadito.

Il mercato del lavoro oggi richiede sempre di più professioni legate alla digitalizzazione e anche tra gli operai è necessario avere un minimo di istruzione e conoscenza tecnica, sempre di più una specializzazione. Le professioni sono anche influenzate geograficamente: in Lombardia è boom di richiesta di analisti Software, nel Lazio sono richiesti soprattutto progettisti e amministratori di sistema ma la digitalizzazione dei processi porta anche alla richiesta generalizzata di tecnici programmatori, esperti in applicazioni Laureati in matematica, informatica, fisica, chimica e anche attrezzisti su macchine a controllo numerico.

In definitiva, se sul lavoro più ripetitivo e anche pericoloso, sotto molti aspetti, i Robot stanno sostituendo le persone, gli stessi richiedono una serie di nuove professioni specializzate, ad alto valore per la gestione di tutto ciò che ha a che fare con i Robot: tecnici specializzati, ingegneri, informatici programmatori eccetera. Il vecchio, romantico “Monsù Travet” ormai è un dinosauro.

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