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Smart City: come saranno le nostre città intelligenti

Quello delle “smart city” è un fenomeno che interessa sempre di più e che cresce in termini di importanza rispetto a qualche anno fa. L’ex sindaco di New York, Bloomberg, ha detto qualche anno fa che quello della Grande Mela era il livello di governo più vicino alla maggioranza della popolazione mondiale. L’attuale sindaco di Londra, Sadiq Khan, conferma – con gesti e parole – che la città inglese si sta modernizzando da ogni punto di vista. Questo migliora la qualità della vita per i residenti e incrementa le opportunità di fruizione delle attrazioni turistiche da parte dei visitatori, il che genera un “boost” pazzesco in termini di fatturato turistico, come testimonia la crescita esponenziale di hotel a New York, a Londra, di case vacanze, l’avvento e la sempre maggiore diffusione di servizi come Uber, e anche di siti turistici come NYCGo e LdnCity.

Mentre le nazioni parlano e troppo spesso prendono tempo, le città agiscono. In effetti, ad oggi, è proprio partendo dalle città che possiamo e dobbiamo immaginare un nuovo modo di intendere uno sviluppo sostenibile che sia inclusivo e in grado di favorire un nuovo patto tra i governi, ai diversi livelli, e i cittadini e le imprese in cerca di piena cittadinanza.

Gli spazi urbani concentrano oggi la maggior parte dei problemi ma anche le opportunità per risolverli.

Partendo quindi dalle politiche di innovazione necessarie sia nel costruire e ri-costruire le città, oltre che nel farle evolvere verso comunità intelligenti, nel corso degli anni, in Italia, è stata sviluppata un’agenda con svariati eventi ed interventi che ha, come denominatore comune, l’impegno all’incremento del benessere e della qualità della vita dei cittadini che può derivare da un ambiente urbano caratterizzato da una buona qualità del costruito, da una riqualificazione intelligente degli spazi, da una pianificazione rispettosa dell’ambiente e delle esigenze di vita degli abitanti, dall’uso pervasivo di tecnologie in grado di attivare la partecipazione, l’innovazione sociale, la sostenibilità e la facile fruibilità dei servizi e degli spazi.

Si parla, dunque, di edilizia sostenibile per le smart cities, che deve diventare il driver della ripresa economica in Italia dopo le politiche di austerità. Ci si sposta poi verso l’impegno chiesto dall’Unione europea, qualche anno fa, in vista degli ancora attuali cicli di programmazione economica dei Fondi strutturali 2014-2020.

Immancabili sono gli eventi a tema tech, che si concentreranno su come le tecnologie possono accompagnare le nostre città ad essere comunità intelligenti ed inclusive riprendendo pilastri dall’Agenda Digitale Europea, i cui obiettivi al 2020 devono essere raggiunti dagli Stati membri con il contributo attivo delle città smart.

Fondamentale, in tutto questo, sarà l’impegno delle istituzioni, del mondo scientifico e delle imprese, in maniera particolare per quello che riguarda l’importanza delle tecnologie per riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico e per la prevenzione delle catastrofi naturali.

Altro approccio alla trasformazione delle città, che è la grande sfida del nostro secolo, e che deve necessariamente assumere un approccio complessivo nell’affrontare i diversi temi, è la sostenibilità, alla base della strategia europea 2020 per il clima e l’ambiente.

Infine, tutta una serie di eventi ed appuntamenti che si stanno tenendo, da nord a sud della nostra penisola in questi mesi, riguarda l’importanza della politica relativamente alle condizioni abilitanti, perché sia veramente possibile “costruire il futuro” partendo dalle città; questi eventi affrontano lo spinoso tema del riordino della governance locale.

Questi anni sono un momento di grande difficoltà del Paese (Italia ma non solo), perché pensare alle città del futuro e a ciò che significa farle evolvere verso comunità intelligenti è fortemente strategico.

I pilastri sono la partecipazione, l’innovazione sociale e tecnologica, la sostenibilità. L’apertura dei cantieri, con il concorso di tutti, pubblico e privato insieme, è una decisiva sfida che è probabilmente il più importante Progetto-Paese che l’Italia ha di fronte per i prossimi difficili anni in cui deve necessariamente ricominciare a crescere.

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