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Stufa a pellet: conviene davvero?

La stagione fredda si avvicina e bisogna pensare a come riscaldarsi in questo inverno 2022, che non si preannuncia roseo dal punto di vista dei costi per il riscaldamento.
L’aumento dei prezzi del gas ha fatto infatti lievitare a dismisura le bollette della luce e del gas, con conseguenti disagi per le famiglie e le imprese. Si cerca allora di capire quali sono le alternative per riscaldarsi, ma capire quale scelta compiere non è facile, perché gli aumenti si sono estesi a cascata anche su altri materiali. Tra le opportunità di risparmio c’è infatti l’installazione di una stufa a pellet, che già negli anni scorsi, grazie anche agli incentivi, aveva conosciuto un buon successo. La maggior richiesta derivata dall’aumento del gas e la riduzione dell’approvvigionamento di molte materie provenienti dall’est, hanno fatto però crescere anche il prezzo del pellet, che è raddoppiato rispetto all’anno scorso.
La domanda che ci pone è quindi se conviene davvero la stufa a pellet o bisogna considerare altre modalità di riscaldamento.
A tal proposito, vediamo le caratteristiche della stufa a pellet e le possibilità di risparmio.

Il pellet: cos’è e quanto consuma

Il pellet è un combustibile prodotto dagli scarti del legno e successivamente trattato. È naturale al 100% e viene venduto in sacchi sotto forma di cilindri dopo essere stato pressato e sottoposto a essiccazione. Non contiene alcun componente né solvente chimico e viene utilizzato per alimentare la stufa a pellet come sistema di riscaldamento degli edifici. Rispetto ad altri combustibili ha un rendimento maggiore del 90%. Questo dato è ovviamente basato su dati generali: un maggior o minor consumo sono sempre determinati dalle modalità di utilizzo e dalla grandezza dell’ambiente da riscaldare.

 

Stufa a pellet: come funziona
La stufa a pellet si può installare all’interno delle abitazioni come sistema di riscaldamento. Oltre a riscaldare la stanza in cui è installata si può collegare anche all’impianto idraulico per produrre l’acqua calda destinata ai termosifoni.
La stufa si compone di diversi elementi.
I principali sono:

  • rivestimento esterno, che può essere di forma, colore e grandezza differente a seconda delle esigenze. In commercio ci sono anche soluzioni di design che si possono abbinare allo stile d’arredamento, che rendono così la stufa parte integrante dell’arredo;
  • sportello in vetro ceramico che resiste alle alte temperature. È il punto dal quale inserire il pellet;
  • serbatoio per il combustibile;
  • griglia d’uscita dell’aria calda;
  • camera di combustione;
  • elementi che favoriscono la combustione e il convogliamento dell’aria: ventilatori d’aria, aspiratore d’aria e aspiratore per lo scarico dei fumi;
  • bocchetta di scarico, che è un elemento fondamentale per espellere i fumi;

Per assicurarsi che l’aria venga spinta fuori, secondo la norma UNI 10683 del 2012, la canna fumaria dovrà essere esterna.
La stufa a pellet permette di controllare attraverso una scheda elettronica tutti i parametri d’utilizzo: temperatura, aria, accensione e spegnimento.
Secondo le stime, una stufa a pellet consente di risparmiare dai 100 a 1.200 euro a stagione invernale. Questa forbice dipende da diversi fattori, come il tipo di impianto che va ad affiancare, la grandezza degli spazi che deve riscaldare, le ore di accensione e, con le novità degli ultimi mesi, anche in base al costo base del materiale.
Non bisogna infine dimenticare che, prima di usufruire del risparmio, bisogna prima rientrare dei costi d’installazione, che includono anche eventuali modifiche strutturali all’abitazione.

About Pamela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.