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Può la cannabis aiutare a prevenire o a curare il Covid-19?

Negli ultimi mesi abbiamo assistito in Italia ad una vera e propria pandemia come non si era mai vista. Ovviamente stiamo parlando del Covid-19, il virus altamente contagioso che ha disseminato il panico in Italia e in tutto il mondo. Ancora oggi ci sono focolai attivi in Italia e in tutto il mondo: in USA si toccano punte anche di 50mila nuovi infetti al giorno, mentre in altre parti del mondo la situazione è ancora abbastanza critica. Gli infettologi e virologi di tutto il Mondo stanno cercando un cura definitiva e un vaccino da produrre in scala mondiale e bloccare l’epidemia con il successo.

Fatto sta che ancora oggi non esistono delle risposte certe su questo piano, ma molti scienziato hanno avanzato ipotesi e soluzioni per prevenire o curare la malattia da coronavirus. Non ci sono degli studi certi che dimostrino che la clorochina possa far guarire dal covid-19, ma è stata utilizzato con successo in alcuni trattamenti. Oggi invece ci chiediamo se anche la cannabis potrebbe aiutare a prevenire o a contrastare i sintomi del Covid-19.

Cannabis medica: CBD e THC

Secondo un articolo di Wired, il cannabidiolo sembrare diminuire l’espressione delle proteine che il Covid-19 attacca per infettare il corpo umano. Questa ricerca ovviamente si basa solo sulla marijuana medica, che a differenza della cannabis e canapa legale, ha anche concentrazioni alte di THC. Ricordiamo che il THC provoca l’effetto da sballo e l’uso delle piante contenenti tassi superiori allo 0.2% è vietato; il CBD invece ha effetti positivi e rilassanti e le piante che lo contengono sono legali. Nel nostro articolo stiamo invece parando della marijuana medica o terapeutica, che ha sì il CBD ma anche THC tra il 7 e il 22% ed occorre una prescrizione medica per acquistarla. Dunque non vi stiamo invitando a farvi le canne ma invece a capire come il cannabidiolo possa prevenire l’infenzione da Covid-19.

Lo studio

Un team canadese che ha studiato bene gli effetti della canapa medica ad alto CBD ha scoperto, grazie a dei modelli 3D sui tessuti umani, che le proteine Ace2 e Tmprss2 sono meno attive quando si fa uso di questa sostanza. Queste proteine sono proprio quelle usate dal Sars-Cov-2 per entrare nelle cellule, e dunque una diminuzione di queste proteine potrebbe essere una soluzione, almeno parziale, per limitare i contagi.

Il team canadese ha eseguito questi test in laboratorio sfruttando anche le proprietà antinfiammatorie che ha il CBD: si è visto proprio che il CBD utilizzato su dei modelli 3D di tessuti umani (bocca, apparato respiratorio e intestinale) è riuscito a ridurre i livelli delle due proteine utilizzate dal virus per infettare il corpo. Ovviamente qui stiamo parlando di risultati preliminari ed è presto per dire se ci possa essere un’applicazione clinica.

Se questo studio dovesse rivelarsi vero al 100%, sarà possibile utilizzare la marijuana medica per lottare contro la diffusione del coronavirus. Gli studiosi del team canadese hanno anche aggiunto che possibilmente le infiorescenze ad alto contenuto di CBD possono diventare un’aggiunta utile e sicura al trattamento dell’infezione, aiutando terapeuticamente i pazienti. Insomma, una bella novità questa che sopraggiunge dal Canada anche se ancora la strada è lunga. Un’ipotesi per prevenire la diffusione del Covid-19 potrebbe anche essere quella di realizzare dei collutori a base di canapa per fare dei gargarismi e proteggere così le vie di accesso dal virus.

About Pamela Tela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.