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Google e la rivoluzione per la misurazione del battito del cuore

Sappiamo alla perfezione che il mondo dell’intrattenimento e tutti i casino online con bonus senza deposito non sono di certo l’unico settore che è stato ampiamente travolto dalla rivoluzione digitale. La tecnologia ha inevitabilmente inciso sulla nostra vita di tutti i giorni e sta offrendo sempre più soluzioni anche in ambito medico, ad esempio.

Il nuovo progetto di Google

L’ultima novità arriva da un vero e proprio colosso dell’universo della tecnologia, ovvero Google. Infatti, se lo smartphone ormai non viene ritenuto più esclusivamente un normale telefono, ma come uno strumento che è in grado di svolgere un gran numero di operazioni e di attività.

Le potenzialità sono pressoché infinite e, con il passare del tempo e lo sviluppo della tecnologia, le opzioni e le funzionalità aumentano in modo incredibile anche in ambito medico. Quindi, non deve affatto stupire il fatto che lo smartphone, al giorno d’oggi, venga impiegato come strumento per tenere sotto controllo il benessere e la salute delle persone e magari anche difenderci dagli effetti del Long Covid.

Il progetto Google Health

Si tratta di un progetto che è nato tanto tempo fa, visto che correva l’anno 2006 quando è stato inaugurato. Nonostante fosse finito nel dimenticatoio per qualche anno, ecco che nel 2011 è stato riattivato e, al giorno d’oggi, è ancora funzionante.

Nel corso degli ultimi tempi, il colosso di Mountain View ha fissato un nuovo obiettivo, ovvero quello di sfruttare lo smartphone per controllare sia il battito del cuore che il respiro. In realtà, se fino a qualche tempo fa si parlava di usare lo smartwatch per tali scopi, ora le cose sono cambiate e si pensa piuttosto a sfruttare lo smartphone.

Nel 2021, l’app Google Fit proposta su dispositivi mobili con sistema operativo Android e iOS, ha portato in dote la possibilità di effettuare la misurazione della frequenza cardiaca, ma anche di quella respiratoria, sfruttando sia la fotocamera anteriore che quella posteriore del proprio device mobile.

Lo scopo è quello di poter dimostrare come i vari sensori mobili, se associati in modo corretto con l’AI, possono davvero rendere effettiva la possibilità di realizzare tutte queste misurazioni che hanno ad oggetto la salute e il benessere delle persone. Google prosegue in questo lavoro di innovazione e sta lavorando per sviluppare una funzionalità tramite cui, con i microfoni presenti su uno smartphone, appoggiando quest’ultimo sul petto di una persona, si può misurare in maniera molto precisa e con certezza scientifica, i battiti del cuore e il ritmo dell’apparato respiratorio. In questo modo, è possibile giungere a una diagnosi che sia in linea con quanto previsto dai protocolli medico-sanitari.

Lo smartphone diventa uno stetoscopio

In poche parole, Google sta lavorando per fare in modo che lo smartphone si possa trasformare, all’occorrenza, anche in uno strumento medico. La pratica medica che viene richiamata alla mente, in questi casi, è senz’altro quella di auscultazione, legata all’impiego di uno strumento denominato stetoscopio.

Google, insieme a Fitbit, ha tolto i veli ad un nuovo algoritmo, denominato AFib PPG, sfruttato sul Fitbit Charge 5 e anche da parte dell’app ECG di Sense con un solo obiettivo. Ovvero, individuare tutti quei segnali che sono legati a un ritmo cardiaco non regolare.

I risultati che vengono ottenuti tramite questa ricerca sono stati svelati nel corso del convegno dell’AHA, ovvero l’American Heart Association. Ebbene, è stato svelato come l’algoritmo in questione sia stato in grado di individuare, in maniera precisa e puntuale, le situazioni di fibrillazione atriale non diagnosticata addirittura nel 98% dei casi. Di conseguenza, è già stato fatto anche il passaggio successivo, ovvero l’invio dell’algoritmo alla FDA in modo tale da poter procedere con l’approvazione definitiva.

About Pamela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.