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Guarnizioni industriali: come lavorano i professionisti

I processi industriali non si basano soltanto sul funzionamento di grossi macchinari, bensì sulla qualità e sull’efficienza di ogni componente, dalle dimensioni decisamente inferiori: piccoli elementi come le guarnizioni, per esempio, grazie alle quali tubi e giunzioni possono restare connessi tra loro e lavorare in sinergia. Tra le soluzioni più affidabili che il mercato mette a disposizione al giorno d’oggi, ci sono i tubi in materiali polimerici e acciaio, che garantiscono alti standard di qualità e si presentano in varie tipologie. Le guarnizioni consistono in elementi di tenuta che hanno lo scopo di impedire il passaggio di fluidi: adottate nei più disparati settori industriali, vengono scelte in funzione delle prestazioni di tenuta che devono assicurare. La resistenza a temperatura molto basse e a temperature molto alte è uno degli aspetti principali da tenere in considerazione, così come la possibilità di contatto con sostanze acide o con oli. I produttori e i fornitori di guarnizioni, come Uni Gasket s.r.l., sono ben consapevoli dell’importanza di tali caratteristiche in relazione all’efficacia delle soluzioni proposte. 

Dimensioni, materiali e altre variabili decisive

Entrando più nel dettaglio, le caratteristiche delle guarnizioni si devono adattare alla composizione del fluido con cui esse entreranno in contatto: si può trattare di gas, di oli o di acidi: ciò che conta, è il livello di resistenza assicurato. Gli elementi di tenuta, inoltre, devono riuscire a resistere in modo da non deformarsi a causa della pressione determinata dai fluidi; in genere sono realizzati su misura, mentre i materiali di composizione cambiano in funzione del settore industriale a cui sono destinati. Un ultimo parametro su cui bisogna orientare la scelta della guarnizione industriale è il carico meccanico, che può essere statico o dinamico: è indispensabile che i raccordi mantengano prestazioni dagli standard elevati, nel corso del tempo.

Le guarnizioni in gomma compatta

Le mescole e i materiali sono gli aspetti che contribuiscono a differenziare gli strumenti di tenuta: essi cambiano a seconda delle prestazioni che devono essere offerte e, quindi, in relazione al settore industriale di riferimento. Le guarnizioni in gomma compatta e quelle in gomma espansa, rientrano tra le soluzioni che vengono adoperate più di frequente. La gomma compatta, in particolare, ha caratteristiche dense e solide, e risulta difficile da comprimere. Questo materiale viene impiegato per guarnizioni adottate nel campo della meccanica e nella petrolchimica, ma anche nel settore edile e dell’automotive. Ciò che contraddistingue le guarnizioni in gomma compatta è la capacità di resistere al calore, agli agenti atmosferici, alle benzine e agli oli, ma anche alle temperature, alte o basse che siano, e al contatto con i solventi e con gli acidi. Le guarnizioni in neoprene o in silicone sono esempi di soluzioni di questo tipo. D’altro canto, le guarnizioni in gomma espansa offrono performance eccellenti sul piano della robustezza. Vediamo, allora, come sono fatte.

Le guarnizioni in gomma espansa

Le guarnizioni in gomma espansa possono essere a cellule aperte o a cellule chiuse: in entrambi i casi, si ha a che fare con cellule che assicurano una facile compressione. Il poliuretano espanso, la gomma spugna e la melammina espansa sono esempi di gomma espansa a cellule aperte: hanno in comune la morbidezza e la leggerezza, e sono materiali leggeri che, nella maggior parte dei casi, vengono utilizzati in qualità di isolanti acustici. La gomma espansa a cellule chiuse, invece, viene adoperata per assorbire gli urti, riempire gli spazi e per scopi di protezione. Dopo che è stata compressa, essa recupera la propria forma di partenza grazie alla presenza di gas. Adottata in ambito farmaceutico, nel settore aerospaziale e in campo alimentare, questa gomma offre prestazioni ottimali in termini di resistenza agli agenti atmosferici.

I raccordi in metallo

Al di là della gomma, altri materiali possono essere utilizzati per la realizzazione delle guarnizioni: per esempio il metallo, che può durare a lungo nel tempo, anche entrando in contatto con radiazioni o acidi corrosivi. Le guarnizioni metalliche, infatti, vengono usate nelle centrali elettriche, nel settore chimico e in quello petrolifero, perché riescono a resistere senza difficoltà a temperature critiche.

La plastica e i cartoni isolanti

In ultimo, in questa rassegna non si può non parlare delle guarnizioni in cartoni isolanti – per esempio in fibra vulcanizzata o in bachelite – e di quelle in plastica. Queste ultime sono molto diffuse, anche sotto forma di guarnizioni termoindurenti o termoplastiche, dato che assicurano una resistenza elevata al contatto con le sostanze chimiche e con gli agenti atmosferici. I cartoni isolanti, invece, possono raggiungere temperature di 450 gradi senza danneggiarsi: vi si ricorre, non a caso, in settori industriali come quello metallurgico e quello energetico, oltre che nelle fonderie, proprio per la loro capacità di resistenza alle fiamme e alle radiazioni.

About Pamela Tela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.