Caricamento...

SmartCityExhibition Logo SmartCityExhibition

Costa dei Trabocchi: pedalare tra le macchine da pesca

07/10/2026

Costa dei Trabocchi: pedalare tra le macchine da pesca

Lungo i cinquanta chilometri che separano Ortona da Vasto, la costa abruzzese ha costruito nei secoli un rapporto con il mare che non assomiglia a nessun altro tratto dell'Adriatico: un sistema di piattaforme lignee aggettanti sull'acqua, collegate alla riva da passerelle inclinate e dotate di reti a calata azionate da argani, che i locali chiamano trabocchi e che rappresentano una delle soluzioni di pesca artigianale più ingegnose mai sviluppate nel Mediterraneo. Oggi, percorrendo la pista ciclabile che costeggia questa porzione di litorale, si ha la sensazione di pedalare in mezzo al mare: la sede ciclabile corre su viadotti e ponti metallici a pochi metri dall'acqua, affiancata dal fruscio delle onde e interrotta, di tratto in tratto, dalla sagoma scura di un trabocco ancora in piedi, con le sue antenne di bambù tese verso il largo come zampe di un ragno marino.

La costa dei Trabocchi è diventata, nel corso degli ultimi anni del secondo decennio del Duemila, una delle ciclovie più frequentate d'Italia, con flussi che nel 2026 si attestano su decine di migliaia di passaggi stagionali; ma ridurre questo percorso a una semplice infrastruttura turistica significherebbe perdere la sua specificità più autentica. La pista ciclabile non attraversa un paesaggio costruito per essere mostrato: lo affianca, lo sfiora, lo lascia intatto nei suoi elementi strutturali, occupando per lo più il sedime dismesso della linea ferroviaria adriatica secondaria, abbandonata al traffico passeggeri negli anni Ottanta. Il risultato è una sovrapposizione di strati temporali — il ferro arrugginito dei vecchi binari sotto l'asfalto liscio, i trabocchi centenari accanto alle bici a pedalata assistita — che conferisce al percorso una densità difficile da ritrovare altrove.

Capire cosa rende questo itinerario diverso dagli altri percorsi costieri italiani richiede di guardare da vicino sia le macchine da pesca che lo fiancheggiano, sia la logica infrastrutturale che ha permesso di trasformare una ferrovia in disuso in un asse viario per la mobilità dolce, senza snaturare né l'uno né l'altro elemento.

I trabocchi: struttura, funzione e distribuzione lungo il litorale

Un trabocco è, nella sua essenza meccanica, una leva di secondo genere applicata alla pesca: un palo portante infisso nella roccia o nel fondale sabbioso regge un sistema di bracci in legno — detti "antenne" — ai cui estremi sono appesi fili che sostengono una rete quadrata, la bilancia, calata verticalmente in acqua e risollevata a intervalli regolari mediante un argano manuale o, nelle strutture più recenti, elettrico. La piattaforma su cui staziona il pescatore è raggiunta da una passerella che parte dalla riva, spesso incastonata nella roccia viva, e che in alcuni punti raggiunge i venti, trenta metri di lunghezza, oscillando leggermente sotto il peso di chi la percorre. La caratteristica più evidente, guardando un trabocco dalla bicicletta, è proprio questa proiezione verso il largo: l'intera macchina sembra voler abbandonare la terra ferma, trattenuta soltanto dai cavi che la ancorano alla costa.

La distribuzione dei trabocchi lungo la costa dei Trabocchi non è casuale: le strutture sorgono in corrispondenza di fondali rocciosi o misti, dove la corrente adriatica convoglia pesci di superficie — alici, sgombri, saraghi — in quantità sufficienti a giustificare l'investimento costruttivo. Tra San Vito Chietino e Rocca San Giovanni si concentra la densità maggiore; attorno a Fossacesia e alla foce del Sangro la costa diventa più bassa e sabbiosa, i trabocchi si diradano, e il paesaggio cambia registro, aprendosi verso i pioppeti e le coltivazioni di vite che scendono fino a pochi metri dal mare. Molti di questi manufatti, censiti dalla Regione Abruzzo come beni del patrimonio etnografico e tutelati da una legge regionale del 2000, sono stati restaurati e convertiti in punti di ristorazione: si mangia pesce fresco sopra l'acqua, seduti su strutture che fino a vent'anni fa erano strumenti di lavoro quotidiano.

Il tracciato ciclabile: infrastruttura, distanze e caratteristiche tecniche

La ciclovia della costa dei Trabocchi si sviluppa per circa quarantadue chilometri nel tratto principale, da Ortona a San Salvo Marina, con un dislivello complessivo modesto che la rende accessibile anche ai ciclisti meno allenati; il percorso è quasi interamente su sede propria, separato dal traffico veicolare, e alterna sezioni in piano sull'ex sedime ferroviario a brevi salite nei punti in cui la linea originale passava in galleria o aggrediva i promontori rocciosi. Alcune gallerie sono state mantenute e illuminate, e percorrerle in bicicletta — con il buio improvviso dopo l'abbacinante luce del mare, il fresco della roccia, l'odore umido del calcare — è una delle esperienze sensoriali più nette dell'intero itinerario.

I viadotti metallici che attraversano le insenature più profonde meritano un'attenzione particolare: costruiti per il passaggio dei treni, reggono oggi il peso ben più leggero dei ciclisti, ma conservano la proporzione massiccia dell'ingegneria ferroviaria ottocentesca, con le travi reticolari visibili sotto la pedana ciclabile e la vista libera sull'acqua sottostante attraverso le maglie del parapetto. In certi punti il mare è a meno di cinque metri; nelle giornate con vento da nord-est, le onde raggiungono l'impalcato metallico, e pedalare diventa un esercizio che coinvolge anche l'equilibrio e l'udito. La superficie è in asfalto drenante nella maggior parte del tracciato, con alcune sezioni in cubetti di porfido nei centri abitati, dove la ciclovia attraversa i lungomari di Lanciano a Mare, Torino di Sangro Marina, Casalbordino Lido.

Connessione con i borghi dell'entroterra e integrazione con la rete cicloturistica regionale

Uno degli aspetti meno raccontati della costa dei Trabocchi come destinazione ciclistica riguarda la possibilità di uscire dal percorso costiero e risalire verso l'interno, dove i borghi medievali del Chietino e del Vastese si trovano spesso a distanze pedalabili anche con bici non elettriche: Lanciano dista dalla costa una decina di chilometri con un dislivello di circa duecento metri; Vasto alta, con il suo centro storico affacciato sul golfo omonimo, è raggiungibile dalla marina in meno di mezz'ora di bicicletta. Questa permeabilità tra costa e entroterra costituisce uno dei fattori che distinguono l'esperienza ciclistica in questa area da quella di un semplice percorso balneare: il ciclista che si avventura verso l'interno incontra paesaggi agricoli di grande qualità — vigneti a Montepulciano d'Abruzzo, oliveti, piccole aziende biologiche che vendono direttamente — e può costruire itinerari a loop di due o tre giorni senza mai ripetere lo stesso tratto.

A livello regionale, la ciclovia della costa dei Trabocchi è inserita nel più ampio progetto della Ciclovia Adriatica, che dovrebbe collegare Trieste a Santa Maria di Leuca lungo l'intera costa est della penisola; il tratto abruzzese è tra i più avanzati in termini di completamento e manutenzione, il che lo rende di fatto il riferimento tecnico e gestionale per le altre regioni coinvolte nel progetto. La manutenzione è gestita da una convenzione tra i comuni costieri e la Regione, con interventi programmati a fine stagione per riparare i danni da mareggiata e ripristinare la segnaletica.

Stagionalità, affluenza e organizzazione logistica del percorso

Pedalare sulla costa dei Trabocchi in aprile o in ottobre offre un'esperienza qualitativamente diversa rispetto ai mesi centrali dell'estate: la luce è più radente, i trabocchi sono meno affollati, i ristoranti sul mare accettano prenotazioni senza liste d'attesa, e la temperatura consente di mantenere un'andatura sostenuta per l'intera giornata senza surriscaldarsi. In luglio e agosto, invece, il percorso raggiunge una densità di utenti che in alcuni punti — soprattutto nelle vicinanze di San Vito Chietino e di Vasto Marina — richiede attenzione nella gestione delle velocità, con bambini, pedoni e ciclisti amatoriali che condividono una sede larga mediamente tre metri. Le amministrazioni locali hanno introdotto, a partire dal 2024, un sistema di contapassaggi integrato con un'app di navigazione dedicata che segnala in tempo reale i punti di maggiore congestione e suggerisce orari alternativi.

Dal punto di vista logistico, il percorso è ben servito da noleggi di biciclette — anche a pedalata assistita — concentrati nelle stazioni principali di Ortona, Fossacesia Marina e Vasto; numerosi agriturismi e bed and breakfast lungo la costa hanno attrezzato depositi sicuri per le bici e offrono servizi di trasporto bagagli da una tappa all'altra. La ferrovia adriatica principale, che corre parallela alla ciclovia a qualche chilometro nell'entroterra, permette di spezzare il percorso in più giornate usando il treno per i trasferimenti, con bici al seguito negli appositi spazi presenti sui regionali Trenitalia.

Il paesaggio come elemento tecnico: rocce, vegetazione e microclima adriatico

La costa che la ciclovia attraversa è geologicamente varia in modo ravvicinato: alternano calcari grigio-chiari — da cui emergono le fondamenta di molti trabocchi — argille bluastre modellate dall'erosione marina in forme a calanchi, e depositi alluvionali sabbiosi nelle foci dei fiumi minori come il Moro e il Sinello. Questa varietà litologica si traduce in una vegetazione di transizione, con macchia mediterranea densa sui promontori esposti — lentisco, euforbia arborea, ginepro coccolone — e canneti, tamerici e pioppi bianchi nelle zone umide retrodunali. Pedalando si attraversano questi biomi in sequenza ravvicinata, con variazioni di temperatura percepibile legate all'ombra, all'umidità e all'esposizione al vento che rendono il percorso fisicamente ricco anche a velocità moderate.

Il microclima della costa dei Trabocchi è influenzato dalla Majella e dal Gran Sasso, che schermano i venti da ovest e favoriscono condizioni di relativa stabilità nei mesi primaverili e autunnali; la tramontana, quando soffia da nord, può rendere il tratto da Ortona verso sud particolarmente faticoso, mentre nelle giornate di bonaccia l'Adriatico rispecchia il cielo con una nitidezza che rende difficile distinguere la linea dell'orizzonte. È in questi momenti che la sovrapposizione tra bicicletta, mare e macchine da pesca raggiunge la sua espressione più compiuta: le antenne dei trabocchi si proiettano verso l'acqua ferma, la ruota gira sull'asfalto tiepido, e l'intero sistema — antico e moderno, meccanico e naturale — funziona come se non potesse essere altrimenti.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.