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Black Friday 2017, per la Grande Distribuzione è concorrenza sleale

Guerra a distanza tra le catene commerciali italiani e le piattaforme di e-commerce: non basta la web tax per regolare il commercio online e castigare gli evasori (Amazon) e il Black Friday sarebbe deleterio per i negozi fisici

Black Friday 2017, la rivolta della Grande Distribuzione

La Grande Distribuzione contro Amazon e tutti i siti di e-commerce, specialmente in questo periodo di sconti e offerte innescati dal Black Friday e che finiranno con il Cyber Monday. Le grandi catene italiane vanno contro i privilegi fiscali del digitale e la deregulation di cui godono Amazon e tutti i siti di commercio online. E hanno preso una data simbolo, proprio venerdì 24 novembre 2017, per lanciare il proprio Manifesto di Politica Economica in 5 punti per il rilancio del Paese e che verrà consegnato a partiti e istituzioni. Al primo punto, il tema della concorrenza, definita sleale da parte degli operatori online: come viene riportato a mezzo video da Sky TG24 Economia, gli operatori protestano in quanto non c’è una parità di regole fiscali e normative tra i due competitor. Col risultato che il commerciante online venga agevolato e il commerciante “reale” vessato da tasse e imposte e norme che impongono dei veri e propri limitazioni al sottocosto della merce.

Grande Distribuzione e Black Friday, non basta la Web Tax

Non è un caso che, per far sentire la propria voce, le catene della Grande Distribuzione italiana aderenti ad Adm, come Coop e Conad, abbiano presentato il proprio manifesto per il rilancio dell’Italia. Il primo punto è proprio la concorrenza sleale da parte di player dell’e-commerce nei confronti di quelli dei negozi fisici. I vari distributori commerciali dicono un secco no alla famigerata Web Tax. Si tratta di una cedolare del 6% sui ricavi da attività digitale, dedicata agli operatori senza una organizzazione stabile. Attualmente, il Parlamento è diviso se proporla o meno nella Legge di Bilancio 2018, e il presidente di Adm Giorgio Santambrogio riferisce che questa web imposta è una misura del tutto insufficiente a regolarizzare il commercio online, visto che il peso fiscale grava soprattutto sui negozi fisici. L’incidenza fiscale per i competitor con un negozio reale viaggia tra i 30 e i 40%. Si pensi che nel 2016, si sono versati 7 miliardi di Euro tra imposte e contributi. La Web Tax, pur essendo un primo passo sulla regolarizzazione delle attività commerciali online, non deve essere l’unica manovra per la lotta contro l’evasione fiscale.

Amazon e Black Friday 2017, è concorrenza sleale per gli operatori

Nessun retailer lo dice apertamente, ma tra chi pratica concorrenza sleale c’è un grandissimo protagonista del Black Friday: si tratta di Amazon. Del resto, la Commissione Europea dovrebbe condannare il sito a restituire allo Stato del Lussemburgo degli aiuti fiscali illegittimi, per via di un controverso accordo fiscale con il Granducato. Qui, questo e-commerce ha la sede legale e paga le imposte. Anche in Italia si attende giustizia, visto che, secondo stime della Guardia di Finanza, avrebbe evaso 130 Milioni di Ires tra il  2009 e il 2014 per mezzo di una stabile organizzazione occulta operante nel Belpaese. Insomma, i soci Adm dicono basta alla discriminazione e alla differenziazione e di partecipare insieme all’imposizione fiscale per equità. La cosiddetta digitalized economy è in mano all’Ocse, il quale mira a una globalizzazione entro il 2020. Peccato che Italia, Francia, Germania e Spagna non possono aspettare tanto e stanno mettendo a punto norme fiscali minime per l’economia digitale che però non garantiscono la centralità della concorrenza. Basta pensare che un sito Internet è attivo 24 ore e 365 giorni all’anno, mentre ai competitor fisici viene imposto il limite di orario e la chiusura domenicale, oltre ai limiti sulle promozioni e sui saldi: Black Friday e Cyber Monday quindi sarebbero deleteri per la Grande Distribuzione.

About Pamela Tela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.

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