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Dazi e libero scambio: così avvengono le guerre commerciali

Cosa sono i dazi? Sentiamo parlare sempre più spesso di politiche commerciali di questo tipo e ultimamente si discute di una guerra commerciale in atto tra diversi Paesi del mondo. I dazi sono delle vere e proprie tasse che vengono poste su prodotti derivanti dalle importazioni da altri Paesi. L’obiettivo è quello di rendere positiva la produzione nelle industrie nazionali, per effettuare una vera e propria opera di protezione dalla competizione dei Paesi esteri. Tutto questo si può tradurre con il nome di protezionismo. Ma l’aumento delle politiche di questo tipo può portare inevitabilmente ad una vera guerra commerciale.

Il libero scambio delle merci

Non si può non parlare a questo proposito delle potenzialità del libero scambio delle merci e dei servizi. Questa politica infatti è capace di promuovere il commercio di prodotti e di beni, seguendo una politica ben precisa che non viene lasciata completamente al caso.

Infatti gli Stati, attraverso politiche commerciali del libero scambio, possono essere più specializzati sulla produzione di beni che realizzano con maggiore efficacia. Allo stesso tempo, evitando il protezionismo, si può entrare a pieno titolo nel mercato globale e si può contribuire con la realizzazione di prodotti complementari.

Tutto questo significa che si hanno a disposizione dei costi inferiori e una fornitura più ampia di prodotti. Il libero scambio è favorito in questo periodo dagli accordi commerciali, dalle organizzazioni internazionali e dalle unioni doganali.

Cosa è successo negli Stati Uniti?

Gli Stati Uniti, attraverso una decisione presa in particolare dal Presidente Donald Trump, hanno deciso di rivolgersi maggiormente verso il protezionismo, istituendo dei precisi dazi doganali in particolare su acciaio e alluminio, materie prime che vengono utilizzate per la produzione di numerosi prodotti, come i macchinari per l’edilizia o mezzi di altro genere, anche per l’agricoltura e per l’industria.

L’obiettivo, secondo gli Stati Uniti, è quello di difendere la sicurezza nazionale, salvaguardando i posti di lavoro negli USA. Il Governo americano ha deciso anche di mettere dei dazi ben stabiliti sui beni provenienti dalla Cina, per effettuare una vera e propria azione punitiva in merito al furto di proprietà intellettuale.

Bisogna ricordare a questo proposito che, se un posto di lavoro viene guadagnato nelle industrie dell’acciaio e dell’alluminio, in realtà le cose non andrebbero positivamente negli altri settori, perché secondo alcuni studi andrebbero persi ben 16 posti nelle industrie che sono collegate proprio a quelle risorse.

Questo avviene perché aumentano i costi di produzione, vengono stabiliti prezzi più elevati, le vendite diventano minori e allo stesso tempo si è costretti a diminuire i posti di lavoro disponibili.

Secondo gli esperti, gli Stati Uniti avrebbero messo a punto la guerra commerciale più intensa della storia dell’economia. Ma non si tratta solo di alluminio e di acciaio, perché l’amministrazione Trump ha stabilito tasse anche su pannelli solari e lavatrici.

Con l’arrivo dei dazi, si scatenano delle conseguenze che coinvolgono anche gli altri Stati. Ad esempio nello scorso mese di marzo la Cina ha annunciato l’imposizione di dazi su tre miliardi di prodotti importati dall’America, come la soia. Successivamente, ad aprile, sempre la Cina ha annunciato di voler imporre altri dazi su 106 prodotti americani.

About Pamela Tela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.

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