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Attacco hacker a Facebook, Zuckerberg consiglia di cambiare la password
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Fare causa a Facebook, come puntare ad un risarcimento minimo di 200 euro

E’ partita, contro Facebook, a seguito dello scandalo sull’uso improprio dei dati personali, una causa, e nello specifico un’azione collettiva risarcitoria. A lanciare la class action per l’Italia è stata Altroconsumo insieme alle Associazioni dei Consumatori di altri tre Paesi Ue, la Spagna, il Portogallo ed il Belgio con l’obiettivo di puntare, per ogni utente, ad ottenere un risarcimento minimo pari a 200 euro.

I Consumatori contro Facebook, ‘Non può giocare con i nostri dati personali’

In accordo con quanto è stato reso noto da Altroconsumo attraverso il proprio sito Internet, ‘Facebook non può giocare con i nostri dati personali‘, e per questo i Consumatori, per tutti gli utenti del social, chiedono con la causa ‘un risarcimento di almeno 200 euro per l’uso improprio che ha fatto in tutti questi anni’.

A supporto dell’azione collettiva risarcitoria sono stati lanciati pure due hashtag, #NotYourPuppets affinché gli utenti del social non siano più dei burattini, e MyDataIsMine nel rimarcare il diritto alla privacy per quel che riguarda i propri dati personali.

Risarcimento Facebook, le scuse del co-fondatore del social network Mark Zuckerberg non bastano

Nelle scorse settimane il co-fondatore di Facebook ha ammesso che ‘le informazioni personali degli utenti sono state condivise in modo improprio’ dopo che è scoppiato lo scandalo legato alla società Cambridge Analytica che nel mese di maggio scorso ha clamorosamente dichiarato bancarotta. Secondo le Associazioni dei Consumatori, pur tuttavia, le scuse di Mark Zuckerberg non bastano in quanto gli utenti del social network vanno risarciti ed in futuro dovranno essere informati con chiarezza sull’uso che viene fatto dei loro dati.

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