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Bitcoin crolla di nuovo sotto i 6000 dollari, pessime anche le altre criptovalute
Bitcoin crolla di nuovo sotto i 6000 dollari, pessime anche le altre criptovalute

Criptovalute, Bitcoin superstar guadagna 2300 dollari dai minimi di giugno

Dopo aver toccato, alla fine dello scorso mese di giugno, un minimo relativo in area 5.900 contro il dollaro, in meno di un mese il Bitcoin (BTC) sul mercato delle criptovalute ha piazzato un rally del 40%.

Rally Bitcoin frutto di manipolazioni?

In data odierna, mercoledì 25 luglio del 2018, l’oro digitale passa infatti di mano a $ 8.200 dollari, il che significa che dai minimi di giugno in quattro settimane ha guadagnato all’incirca 2.300 dollari.

I fan delle cripto già parlano di rinascita per il Bitcoin che, nel primo semestre del corrente anno, in termini di quotazioni si è letteralmente sgonfiato. Ma ci sono anche tanti scettici nel ritenere che i movimenti del Bitcoin siano opachi, ovverosia guidati, al rialzo o al ribasso, da manipolazioni su quella che è attualmente la moneta virtuale decentralizzata con la maggiore capitalizzazione.

Rimbalzo vertiginoso di BTC, ma siamo ancora lontanissimi dai massimi

Il rimbalzo del Bitcoin, con un +40% circa in meno di un mese, è stato di conseguenza vigoroso, ma siamo ancora lontanissimi, con quotazioni attuali a $ 8.200, dai massimi storici sopra i 19 mila dollari toccati nel mese di dicembre del 2017. Se la tendenza rialzista dell’oro digitale dovesse continuare anche nelle prossime settimane, allora saranno nuovamente sconfessate le teorie di chi dava ormai BTC per morto.

Pur tuttavia, come sopra accennato, il BTC e le altre criptomonete non sono soggette a regolamentazione, il che significa che basta rendere virale una fake news per far aumentare o diminuire il prezzo. In pratica i rischi legati ad insider trading e aggiotaggio sul Bitcoin non solo sono reali, secondo i detrattori della criptovaluta, ma anche non perseguibili a livello penale.

Non a caso in alcuni Paesi del mondo i rispettivi governi nazionali già da tempo hanno letteralmente dichiarato guerra al Bitcoin ed alle altre criptovalute anche in scia ai rischi legati a riciclaggio di denaro, al finanziamento al terrorismo e ad altre attività criminali che vengono ‘regolate’ con pagamenti digitali in moneta decentralizzata.

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