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Comunicazione e media, dati Censis 52° Rapporto sulla situazione sociale del Paese
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Influencer marketing nei social media, Antitrust lancia seconda moral suasion

A distanza di un anno dalla prima moral suasion, l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato in data odierna, con una nota, ha lanciato sostanzialmente il secondo avvertimento sull’influencer marketing nei social media ricordando, tra l’altro, che la pubblicità occulta è vietata sempre, anche sui social network.

Pubblicità occulta anche da utenti con numero di follower non elevato

L’AGCM, in particolare, ha rilevato che in passato erano i personaggi di una certa notorietà, e con tanti follower sui social network, a mostrare approvazione o sostegno a determinati brand facendo sostanzialmente pubblicità occulta. Invece ora questa pratica si sta diffondendo pure tra un numero elevato di utenti dei social network che non hanno un numero di follower che possa ritenersi particolarmente elevato.

In base a quanto rilevato dall’Autorità, il fenomeno della pubblicità occulta fa leva sulla diffusione di foto, video e commenti attraverso blog, vlog e social network che spaziano da Facebook ed Instagram, e passando per Twitter, Youtube, Snapchat e Myspace da parte di blogger e influencer noti e meno noti.

Risultati positivi con la prima moral suasion

La prima moral suasion dell’Autorità ha portato a risultati positivi. L’AGCM, da parte degli influencer e delle imprese coinvolte, infatti, ha rilevato condotte più idonee a far capire agli utenti dei social network la natura promozionale del messaggio. E questo, in particolare, è avvenuto, ad esempio, attraverso l’uso di riferimenti e di hashtag idonei.

Tra gli hashtag appropriati l’AGCM raccomanda ad esempio l’uso di #pubblicità, #sponsorizzato, ma anche #advertising, #inserzioneapagamento e #prodottofornitoda, seguito dal nome del brand, quando la promozione riguarda la cessione di campioni, ovverosia di prodotti a titolo gratuito. L’Antitrust, infine, con un comunicato pubblicato oggi su AGCM.it fa presente che ‘continuerà a monitorare il fenomeno adottando le misure valutate di volta in volta più opportune per contrastarlo’.

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