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Polizze dormienti, Ivass estende indagine al quinquennio 2001-2006
Polizze dormienti, Ivass estende indagine al quinquennio 2001-2006

Polizze dormienti, Ivass estende indagine al quinquennio 2001-2006

L’Ivass, Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, nell’ambito dell’attività di indagine che è finalizzata al risveglio delle cosiddette polizze dormienti, ha reso noto che è stato pianificato il controllo al quinquennio 2001-2006, il che significa che il raggio di azione complessivo si attesterà a ben 16 anni di possibile dormienza.

Risvegliate polizze dormienti per 3,5 miliardi di euro

Allo stato attuale le polizze risvegliate sono state ben 187.493 per un controvalore di 3,5 miliardi di euro, e con il pagamento già effettuato o comunque in corso. Le imprese assicurative, inoltre, entro il prossimo 30 ottobre del 2018 saranno chiamate a comunicare all’Ivass i codici corretti al fine di procedere con un nuovo incrocio dei dati con quelli dell’Anagrafe Tributaria.

In più, per il quinquennio 2001-2016, come sopra accennato, ed anche per le polizze scadute nel 2017, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni acquisirà ulteriori codici fiscali al fine di procedere così con l’estensione dell’indagine a livello temporale.

Indagine Ivass sulle polizze dormienti è partita nel febbraio 2017, fenomeno particolarmente esteso

L’indagine dell’Ivass sulle polizze dormienti è partita nel mese di febbraio del 2017, ed ha fatto emergere come il fenomeno delle polizze scadute e non incassate, dai legittimi beneficiari o dagli eredi, fosse particolarmente esteso. E questo perché, nel rimborsare i clienti, le imprese di assicurazione non erano in possesso di elementi necessari a rilevare se, per il periodo della durata del contratto, si fosse verificato il decesso da parte dell’assicurato.

L’Ivass, nell’intervenire sulle polizze dormienti, ha contestualmente intrapreso azioni finalizzate anche, per il futuro, a mitigare tale fenomeno. Al riguardo, infatti, dovranno essere le imprese assicurative a adottare procedure adeguate.

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