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Porto Selvaggio: una perla delle marine di Nardò

Porto Selvaggio è una località delle marine di Nardò (LE) che rappresenta a pieno la bellezza paesaggistica di queste coste, tanto da ricadere nel parco naturale omonimo.

Natura, ma anche archeologia, panorami, speleologia e sport subacquei sono di casa in questo luogo che è un ristoro per gli occhi e per l’anima.

La spiaggia di Porto Selvaggio

Porto Selvaggio è davvero una perla delle Marine di Nardò e non è soltanto una spiaggia, ma anche un luogo del cuore.

Chi ha già avuto modo di trascorrere una vacanza in questi luoghi e di fare un bagno nelle sue acque cristalline ha constatato quanto può essere esaltante la natura incontaminata che la circonda.

La macchia mediterranea troneggia e domina l’entroterra che propende dolcemente verso il mare e, a tratti, si innalza e mostra le sue coste frastagliate e appunto “selvagge” e aspre.

È una zona carsica ricca grotte e di sorgenti di acqua dolce che si mescolano a quelle del mare in più punti.

Proprio questa particolarità ha creato un habitat favorevole alla vegetazione lacustre, come quella della Palude del Capitano.

La spiaggia di Porto Selvaggio si presenta ai visitatori e ai turisti da ogni parte del mondo come una baia riparata, con acque che vanno dal blu cobalto al verde che rispecchia la vegetazione circostante.

Fare un bagno qui significa godere di uno dei paesaggi più belli di tutto il Salento nel pieno relax e nel silenzio rotto solo dai suoni della natura prodotti da flora e fauna selvatica.

Nelle vicinanze è possibile scegliere alcune delle strutture ricettive più belle di tutto il Salento, come il Residence Porto Selvaggio. Ovviamente per raggiungere la spiaggia di Porto Selvaggio potrai usufruire di un servizio navetta.

Il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e la Palude del Capitano

Scegliere di trascorrere una vacanza a Porto Selvaggio non può escludere un’escursione nel Parco Naturale Regionale che porta lo stesso nome.

Potrebbe paragonarsi a una grande oasi caratterizzata da profumi, colori, vegetazione varia, che va da quella bassa sempre verde fino alla pineta: d’estate assicura un fresco ristoratore.

Si possono quindi visitare le grotte carsiche formate dall’azione del tempo e da quella dell’acqua che ha creato questi antri suggestivi.

La Grotta del Cavallo

In particolare è da segnalare la grotta del Cavallo, così chiamata per i resti archeologici ritrovati al suo interno che si riferiscono a specie equine ormai estinte.

La grotta si presenta con una stratificazione di reperti che riguardano utensili dell’epoca dei Neanderthal, ma anche resti umani dell’Homo Sapiens o risalenti al Paleolitico.

È un museo preistorico a cielo aperto che non smette di restituire fossili, come le conchiglie e oggetti di uso comune, tanto da essere protetta da uno sbarramento in ferro per evitare danneggiamenti o furti dei “tombaroli”.

La grotta racconta la preistoria di questi luoghi e delle varie ere che si sono succedute: durante le prime con lo scioglimento dei ghiacci veniva addirittura inondata dal mare, mentre nelle seconde aveva davanti sterminate praterie d’estate o distese di neve in inverno.

Non lontano si trova anche una cava di origini messapiche con blocchi calcarei intagliati e abbandonati in loco.

Torre Uluzzo

Al di sopra della grotta del Cavallo c’è la Torre Uluzzo del ‘500 che dà il nome anche alla baia. La stessa faceva parte del sistema di avvistamento e controllo delle coste messo in piedi durante la dominazione spagnola.

La riserva naturale di Porto Selvaggio di cui fa parte si presta anche a rilassanti passeggiate nel verde a ridosso della costa, tra i profumi della macchina mediterranea ricca di essenze e l’odore del mare.

La Palude del Capitano

Quanto a paesaggi unici la Palude del Capitano è il posto dove osservare come la natura sa adattarsi alle caratteristiche del territorio.

Nello specifico si tratta, come accennato, della mescolanza di acque dolci con quelle del mare, per cui la temperatura scende e si crea quell’habitat idoneo alla crescita di piante acquatiche quali la rubia, mentre sulle sponde si trovano varietà come il lentisco, il giunco e il mirto.

Ecco perché qui è facile intraprendere un percorso esperienziale fatto di odori, mescolanza di essenze, colori e panorami che possono definirsi unici.

La Palude del Capitano occupa una vasta zona che va da Santa Caterina fino a un’altra località balneare come Porto Cesareo.

In quest’area insistono diverse torri di avvistamento, alcune delle quali ormai in rovina, e altre che si sono mantenute in ottime condizioni strutturali come Torre dell’Alto.

Quest’ultima domina il Golfo di Gallipoli dallo sperone di roccia a un’altezza di 35 m sul livello del mare. Si distingue per la scalinata monumentale ad archi di dimensioni crescenti costruita però in un secondo tempo.

La natura della zona

La costa salentina in prossimità di Porto Selvaggio e della riserva naturale è il luogo privilegiato anche per chi ama fare immersioni e scoprire fondali ricchi di fauna, ma anche di formazioni carsiche.

Non è raro, infatti, imbattersi in grotte naturali adornate da piante marine a volte dalle forme bizzarre e da banchi di pesci di cui questo tratto di mare è ricco.

Il Salento non smette di stupire specie a Porto Selvaggio dove la natura spadroneggia e le bellezze paesaggistiche non si risparmiano a chi desidera scoprirle.

About Pamela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.