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Dalla bottega all’e-commerce: come cambia lo shopping degli italiani

Ogni epoca, ogni era, ha modificato, in meglio o in peggio, lo stile di vita della persone. Fortunatamente, nonostante la contrarietà di alcuni, il progresso tecnologico (e non solo) ha portato ad un miglioramento delle condizioni di vita dei popoli, anche se le differenze fra aree macro-geografiche nel mondo restano sensibili, se non addirittura tangibili. Oggi, grazie alla rete ad esempio, le distanze si sono accorciate: le persone che, per i più svariati motivi, sono lontane dai propri affetti, riescono a mettersi in contatto immediatamente con gli stessi grazie ad una semplice chiamata o videochiamata, una sorta di rivoluzione comunicativa quasi inimmaginabile quarant’anni fa.

I centri commerciali, primo segnale di un grande mutamento

Cose che oggi, nel secondo decennio del nuovo millennio, ci appaiono semplici e banali, rappresentano, invece, un totale mutamento delle condizioni di vita delle persone, un cambio di usi e costumi radicale. Ed anche il consumo di beni e servizi, come logica conseguenza di tutto ciò, è completamente modificato nel nostro paese: se fino alla fine degli anni ’70 gli italiani venivano considerati un popolo di grandi risparmiatori, negli anni ’80, epoca del benessere e della (forse anche troppa) spensieratezza, sono entrati a far parte del mondo consumistico, sulla scia di quanto già avveniva in buona parte dei paesi anglo-sassoni.

Un primo significativo mutamento lo si ebbe con la creazione dei primi grandi centri commerciali, luoghi dove il consumatore poteva comodamente trovare ogni sorta di bene, senza doversi sobbarcare l’onere di spostarsi in mille negozi e botteghe per comprare tutto ciò di cui necessitava. Uno stile d’acquisto che è andato via via consolidandosi, al punto che la creazione dei centri commerciali, soprattutto nella parte economicamente più importante dello Stivale, è stata eccessiva, arrivando ad una concentrazione talmente elevata da comportare, talvolta, la chiusura di diversi punti vendita.

La rete e il boom dello shopping on-line

I fattori che hanno portato alcuni grandi nomi della grande distribuzione a chiudere i battenti, sono molteplici. Oltre alla già citata “concentrazione elevata” in alcune zone, la crisi economica della fine dello scorso decennio ha ridotto le possibilità di consumo ed ha comportato, conseguentemente, una minor capacità di spesa. Ma uno dei fattori maggiormente determinanti, se non il principale, è rappresentato dall’esplosione del “e-commerce”, elemento che ha rotto gli schemi d’acquisto dei tre decenni precedenti. Comprare sulla rete, ormai, è diventata una prassi diffusa e sempre più comune. I motivi sono diversi, dalla possibilità, spesso, di ottenere prezzi maggiormente competitivi rispetto ai vari punti vendita dislocati sul territorio, alla comodità di ricevere al proprio domicilio quanto desideriamo. Nell’era moderna, la comodità e l’immediata fruibilità di beni e servizi, sono dei perni imprescindibili per la maggior parte dei consumatori.

Una domanda, però, affligge ancora diverse persone, talvolta per mancanza di un numero adeguato di informazioni sul tema oppure per un oltranzismo ideologico all’avanzata delle nuove tecnologie: E’ sicuro acquistare online? Un quesito che, specie nello scorso decennio, ha agitato, e non poco, il sonno dei consumatori. Una regola aurea non esiste, ma adottando alcuni semplici comportamenti, grazie anche ai maggiori standard di sicurezza, è possibile evitare di incorrere in frodi o operazioni di phishing.

About Pamela Tela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.