Home / Guide / Notosauri: Cosa sono e quali sono le loro caratteristiche

Notosauri: Cosa sono e quali sono le loro caratteristiche

I notosauri conosciuti anche con il nome scientifico di Nothosauria, sono stati degli importantissimi rettili marini la cui forma di vita è attestata a circa 250 milioni di anni fa. Le loro caratteristiche fisiche, che li rendono simili a qualsiasi tipico animale marino, la loro storia e la loro complessa classificazione rendono questi particolari animali semiacquatici degni dell’attenzione degli amanti dell’evoluzione e della storia passata. Non solo: per le ricostruzioni, scheletriche e iconografiche, che abbiamo di questi rettili, è possibile pensare che le leggende sui draghi, diventate nel tempo favolistiche e molto conosciute, abbiano avuto origine proprio dall’osservazione di ciò che si conserva su questi animali.

Triassico: l’era in cui sono vissuti i notosauri

Nel classificare, dal punto di vista temporale, i notosauri, non si può fare a meno di citare il Triassico, l’era in cui sono vissuti questi particolari rettili semiacquatici. Nella scala dei tempi geologici, il Triassico è il primo periodo dell’Era Secondaria (chiamata anche Mesozoico), compreso tra il Permiano – l’era più antica – e il giurassico – l’era più recente.

Quando si fa riferimento al Triassico, si identificano dei tempi che sono compresi tra i 250 milioni e i 199 milioni di anni fa; il periodo esclusivo dei notosauri, che si sono estinti al termine del Triassico stesso a causa del comparire di altre specie marine ben più adibite ai mari, è stato chiamato in questo modo dal paleontologo Frederik von Alberti, al fine di differenziare le tre specie di pietre che sono state identificate del periodo.

Caratteristiche e descrizione dei notosauri

Quando si pensa ai notosauri non bisogna considerare degli animali che siano completamente estranei alla logica o all’immaginazione comune: si tratta di rettili semiacquatici che, per caratteristiche fisiche e di ambientamento, non sono molto differenti da un qualsiasi animale acquatico a cui si è abituati nell’età moderna.

Il loro nome significa, letteralmente, “false lucertole”, e sono soprannominati – in virtù della loro struttura fisica – “foche del Triassico”. I Notosauri sono molto simili ai moderni mammiferi marini: per tanto il loro corpo era particolarmente adibito alla vita acquatica, che si stima fosse quella prevalentemente praticata da questi rettili, ma anche a quella terrestre.

Tra le caratteristiche principali dei notosauri figurano: il corpo allungato, che permetteva di sostenere la rigida muscolatura; la testa piena di potenti muscoli (sorretta dal lungo collo), che aveva lo scopo di catturare e lacerare le prede nemiche attraverso una mascella piena di denti aguzzi tipici dei più pericolosi carnivori; le zampe corte, palmate e – molto probabilmente – dotate di membrane digitali; una coda che favoriva il movimento in acqua. Non è stato confermato del tutto, ma sembra che i nothosauria fossero privi dello sterno, una caratteristica che permetteva loro di vivere con più facilità in acqua.

Nonostante la specie comune, potevano esistere tipologie di notosauri del tutto differenti – in lunghezza – tra di loro: dalle più piccole di 30 centrimetri fino alle più grandi di oltre 6 metri. Secondo le stime le prede principali dei notosauri erano pesci guizzanti, catturati senza troppa difficoltà attraverso il rigido apparato muscolare.

Classificazione ed evoluzione dei notosauri

Non è assolutamente semplice classificare tutte le specie di notosauri, né metterli in relazione tra di loro attraverso l’evoluzione. Anticamente si credeva che questi rettili semiacquatici fossero gli antenati dei plesiosauri; con gli studi si è scoperto che la nascita e lo sviluppo di questi ultimi è avvenuta in modo del tutto indipendente dai notosauri che, a loro volta, si sono originati invece dai pachipleurosari.

Questi rettili, di più piccole dimensioni, sono vissuti negli stessi ambienti dei notosauri e – secondo gli studiosi – questi ultimi si sarebbero generati da forme basali molto simili ai primi. Una delle forme più antiche di notosauri è quella del Sachiaosaurus, a cui si aggiungono le altre tipologie di Simosaurus, Nothosaurus e Ceresiosaurus.

Forme di notosauri sono state ritrovate e rinvenute in tutto il mondo: dalla Cina alla Svizzera, passando per l’Italia, dove sono state ritrovate forme di questi rettili in provincia di Varese, in Lombardia, nel giacimento di Besano. Sia in Italia che in Svizzera sono presenti, in effetti, diverse rappresentazioni degli scheletri di questi animali, per avere una testimonianza diretta degli animali che popolavano la Terra milioni di anni fa.

I notosauri si sono estinti alla fine del Triassico, all’insorgere di nuove specie marine che misero in pericolo la loro vita, non garantendo loro un’evoluzione: diversamente, i simili pistosauroidi furono in grado di evolversi dando vita ai plesiosauri, che popolarono la Terra nell’era del Giurassico.

L’affinità dei notosauri con i draghi e il mostro di Lochness

L’importanza dei notosauri è da sottolineare non soltanto per gli amanti di storia antica, ma anche in relazione a tutte quelle leggende e favole dei draghi che appassionano fin dalla più tenera età. Leggende, miti e storie sui draghi non sono certamente nate negli ultimi anni, ma da tempo hanno occupato gran parte dell’interesse comune e della letteratura.

E’ possibile pensare che si pensi ai draghi guardando alle ricostruzioni dei notosauri? Probabilmente sì, anche se non si tratta di una conseguenza diretta. L’immagine comune che si ha di drago, perfezionata nel corso dei secoli, è molto simile a quella ricostruita dei notosauri, anche se le affinità si soffermano essenzialmente su un discorso puramente estetico. Anche il conosciutissimo mostro di Lochness è molto simile a un notosauro, essendo la sua struttura molto simile a quella di un plesiosauro.

Essenzialmente, però, i notosauri non sparavano fuoco dalle fauci né popolavano la terra costantemente: studi dell’Università di Bristol, pubblicati sulla rivista Nature Communication, hanno sottolineato quanto la vita principale di questi rettili avvenisse in mare, anche grazie a un sistema di nuoto che portava le loro membra ad essere molto simile a delle pagaie.

About Pamela Tela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.