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Pasta di Gragnano: cos’è, proprietà, come cucinarla

La pasta è oggettivamente uno dei simboli della cucina italiana nel mondo. Quando la si chiama in causa, si inquadra il fondamento della dieta mediterranea, ma anche un alimento estremamente completo e versatile.

Per essere precisi, nel momento in cui ci si addentra alla scoperta delle peculiarità della pasta, è necessario parlare al plurale. Il nostro Paese, infatti, è un florilegio di filiere produttive locali speciali dedicate all’alimento simbolo dell’Italia a livello globale.

Nominarle significa, per forza di cose, citare la pasta di Gragnano. Quali sono le sue caratteristiche? Quali il suo sapore? Nelle prossime righe, scopriamo assieme le risposte a questa domanda e qualche consiglio per cucinare questa pasta speciale.

Pasta di Gragnano: di cosa si tratta di preciso?

Premettiamo il fatto che stiamo parlando di un prodotto che, sulla scia dell’aumento della popolarità del made in Italy e delle filiere a km 0, è sempre più richiesto (puoi per esempio acquistare la pasta di Gragnano online qui).

Detto questo, iniziamo a vedere le caratteristiche di questa eccellenza, ricordando che si tratta di una pasta ottenuta a partire dalla semola di grano duro e dall’utilizzo dell’acqua delle falde della zona di Gragnano, Comune della Campania che si trova poco lontano da Castellammare di Stabia.

La storia di questo prodotto, una delle tante delizie campane famose a livello internazionale, è cambiata radicalmente nel 2013, quando la pasta di Gragnano è stata insignita del riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Tipica).

Come viene prodotta

Uno degli aspetti più affascinanti delle filiere alimentari, soprattutto quando ci si muove in ambito artigianale, riguarda il focus sui processi produttivi. Nel caso della pasta di Gragnano, tutto parte con l’impasto, che vede chiamati in causa due ingredienti fondamentali, ossia la semola e l’acqua di Gragnano.

Entrando nel vivo di quest’ultimo ingrediente, è opportuno specificare che l’acqua di questo Comune campano è famosa nel mondo per via della sua purezza e delle sue qualità organolettiche.

Erogata da fontane monumentali presenti in vari luoghi della città – tra le più importanti è possibile citare indubbiamente la cosiddetta Fontana del Trivione, che si trova all’imbocco del centro storico – viene come già detto unita alla semola di grano duro nello step che precede la gramolatura.

La terza fase di produzione della pasta di Gragnano è l’estrusione, dopo la quale arrivano la trafilatura, l’essiccamento, il raffreddamento e, infine, la stabilizzazione.

Sapore e consigli per cucinarla

Tra i motivi per cui la pasta di Gragnano ha successo non rientra solo il suo essere, come appena visto, il frutto di un processo artigianale unico al mondo. Interessante è parlare anche del suo sapore, che si contraddistingue per un accento particolarmente deciso.

Non ci sono consigli particolarmente complessi per quanto riguarda il come cucinarla. Chi ama mettere in primo piano la creatività ai fornelli può dare vita a diverse ricette, dai primi piatti con verdure fino a quelli con sughi di pesce.

Tornando un attimo alle dritte su come cucinare al meglio la pasta di Gragnano, rammentiamo che è opportuno, sulla base del formato, concentrarsi su una tempistica compresa fra gli 8 e i 13 minuti.

Un consiglio molto interessante e altrettanto importante riguarda il fatto di porre attenzione affinché la temperatura dell’acqua di cottura rimanga costante attorno ai 100°C.

Per fare in modo che il quadro appena specificato si mantenga per tutto il tempo della cottura, può rivelarsi molto utile il posizionamento di un coperchio sulla pentola nella quale la pasta è in corso di cottura.

Concludiamo ricordando che, a cottura completa, questa pasta si presenta piacevolmente elastica e soda.

About Pamela Tela

Blogger di tecnologia, viaggi ed economia. La mia passione per la scrittura mi ha permesso di intraprendere l'attività di gestione portali web che porto avanti dal 2010.